domenica 21 aprile 2013

Stupidità funzionale


Oggi ho letto un articolo interessante, due economisti delle università di Londra e di Lund in Svezia sostengono che la stupidità in azienda può essere funzionale all'organizzazione.

In particolare mi hanno colpita tre passaggi:

La "stupidità" è definita come "assenza di riflessione critica. Uno stato di unità, che fa si che gli impiegati non mettano in discussione decisioni e strutture. A volte questo aiuta ad aumentare la produttività in un'organizzazione: il consenso e l'assenza di domande scomode possono oliare la macchina organizzativa e contribuire ad armonia e produttività. Promuovere l'esercizio dell'intelligenza è complesso: troppe teste pensanti possono far perdere tempo. Se invece regna la stupidità si vive in un clima che riduce i conflitti e dà sicurezza motivando i dipendenti ed evitando loro dubbi sul proprio operato. 



Si rinuncia a far funzionare le facoltà cognitive. Nella stupidità funzionale non entrano in azione 3 aspetti della capacità cognitiva: non c'è riflessione (non ci si fa domande su regole e routine), non si cerca giustificazione (non si chiedono ragioni o spiegazioni) non c'è un reale ragionamento (la razionalità è impiegata per l'obiettivo dato, senza chiedersi altro). Cosa può far scattare la stupidità funzionale? Ci possono essere leader che incoraggiano un senso di appartenenza alla propria azienda così forte da farne abbracciare ciecamente regole e obiettivi





L'altro passaggio è il "princio di incompetenza" o "principio di Peter" secondo il quale "ogni dipendente sale di grado fino al proprio livello di incompetenza" ovvero si hanno buone capacità a fare una cosa, ci promuovono a nuovi incarichi che richiedono capacità diverse ... Le promozioni si fermano quando si arriva a un livello in cui non ci si dimostra più capaci.

Cazzo mi si è aperto un mondo!

2 commenti:

Verosimile ha detto...

Io lo conoscevo come il principio di Dilbert. Lo trovi da sempre appiccicato alla mia scrivania, e dice più o meno "companies tend to systematically promote their least-competent employees to management (generally middle management), in order to limit the amount of damage they are capable of doing". Questo comunque non implica che chi è polemica sia necessariamente più intelligente e riflessivo degli altri impiegati.

spina ha detto...

Certo non lo implica. Dal mio punto di vista chi non fa riflessioni critiche o meglio chi evita di esternarle è uno "stupido funzionale all'azienda" o forse meglio "un furbo funzionale a se stesso" quindi probabilmente è sia riflessivo che intelligente anche se apparentemente mediocre (come l'azienda desidera d'altra parte!)