domenica 31 maggio 2009

Amiche

Nel corso della vita spesso le opinioni si cambiano. Ho conosciuto la mia amica Laura ai tempi della scuola. Eravamo su posizioni politiche opposte e non la potevo vedere. Ci siamo poi ritrovate venti anni dopo tramite i nostri mariti. La prima sera ero guardinga e la studiavo. Al secondo incontro ci siamo confessate tutte le nostre psicosi parlando una sopra l'altra, dicendo "ce l'ho anche io" e scambiandoci numeri e nomi di omeopati e strizzacervelli di vario genere. Alla terza eravamo grandi amiche e ora amo quella donna.
Laura non è esattamente un "donnino". E' alta circa 1.80 e lei sostiene di essere una 46 abbondante, questo vuol dire un numero pari arbitrario da 46 in su. Però i costumi da bagno devono essere rigorosamente una taglia 42 massimo.
Dice sempre di essere a dieta ma nella borsa ha sempre qualcosa da mangiare, "e se ci venisse fame?", ha il terrore di rimanere senza cibo quindi ha sempre un panino, una pizzetta o un po di frutta nella borsa.
Ieri ci siamo incontrate dopo che aveva fatto un giro per il mercato. Sfama me e mia madre e poi raggiante ci mostra il costume "Solo 10 euro ed è proprio quello che cercavo". Taglia 42, blu cobalto, fiocchetti ai lati, paiettes sul reggipuppe e una scritta sul culo, sempre con le paiettes, argento e rosso. In argento c'era scritto "IF YOU ARE RICH I'M" e sotto un po' più grande e in rosso "SINGLE".
Peccato che il costume le annega completamente tra le chiappe e si legge solo RI sopra e NG sotto. RING ... circa uguale alle dimensioni del suo culo, un maxi schermo da cui si aspetta solo che esca Rocky per posizionarsi sulla chiappa destra e Apollo sulla sinistra.

Mia madre dice subito bellissimo, farebbe qualunque cosa per un tozzo di pane.

Io voglio solo dire a questa donna che l'adoro.

mercoledì 20 maggio 2009

Teorie

Ieri mi e' stata esposta una teoria interessante.
Ci tengo anche a citare la fonte ... e' la stessa persona che fa la raccolta differenziata, che trova da dire sulla mia scrivania, sui miei stivali estivi e che adora annusarsi l'ascella.
Sostiere che le e' stata riportata ma io ho forti dubbi che sia sua.
Consiste in questo: gli uomini sono fatti male, non ha senso che le palle siano all'esterno, dovrebbero stare all'interno ma e' stato fatto un errore. Gli spermatozoi, per essere attivi, devono stare "al fresco". Se le palle fossero dentro sarebbero intontiti per il caldo invece, fuori, prendono aria e sono belli vispi. Quindi (e qui sta il cuore della teoria), se un uomo si fa una doccia calda, quasi bollente, puo', se prima non si e' ustionato il pisello, trombare tranquillamente per le dodici ore successive senza correre il rischio di inseminare.

Volevo solo dire a Veronica che temo molto che le esalazioni delle sue ascelle le abbiano nuociuto

venerdì 15 maggio 2009

Kamasutra cattolico

Ho letto su repubblica di oggi che un frate francescano polacco ha scritto un libro intolato Seks per istruire le coppie cattoliche all'atto sessuale.
L'importante e' che le coppie siano sposate poi " durante un rapporto sessuale, le coppie sposate possono mostrare il loro amore in qualsiasi modo, possono scambiarsi le carezze più ardite, possono fare ricorso a stimolazioni orali e manuali " e ancora "Alcune persone credono che il sesso nella vita matrimoniale debba essere privo di gioia, di frivola giocosità, di fantasia e di posizioni eccitanti. Pensano che debba essere triste come un tradizionale inno religioso".
Altro che posizione del missionario o sesso finalizzato alla procreazione, qui c'e' da imparare !
Ma la parte che mi ha colpita di piu' e' stata "Ogni atto, un certo tipo di carezze, una certa posizione sessuale, fatto allo scopo di suscitare eccitazione, è permesso e fa piacere al Signore".... cazzo ma allora ci vede!!!!
Mi ha inibita questa cosa, penso mi si chiudera' come un riccio, come il buco delle orecchie quando non metti piu' l'orecchino, come le cozze prima di bollirle, come l'uovo quando e' ancora dentro la gallina ....

lunedì 4 maggio 2009

Innocenza


Il mio primo approccio con il maschio è stato più o meno quando avevo due anni, alla fine degli anni sessanta. Mia mamma mi portava al mare insieme alla sua amica Floriana con il suo bimbo, Massimiliano, che aveva un mese più di me. Quello che non capivo era perché fosse così stupido da fare la pipì in piedi, così si sarebbe bagnato tutto, era molto meglio farla come Virginia. Pochi anni dopo, intorno ai 4 anni, capii la differenza cosi, quando in un ristorante il cameriere gay mi chiese da cosa si vedeva che ero una femminuccia, sentenziai “dalla perlinsa! “.
(la perlinsa era il nome dialettale che dava la mia tata Maggiorina a quella cosa che poi negli anni non avrebbe mai più avuto un nome preciso).
Dopo Massimiliano ho avuto vari amori fino ad arrivare al primo ragazzo in seconda media. Si chiamava Roberto, non era bello ma era l’unico che si fosse dichiarato e io non potevo rischiare di arrivare in terza media senza essere mai stata fidanzata. Tornavo da scuola, era un sabato mattina, mi ferma per la strada e mi dice “vuoi essere la mia ragazza?”. Le mie amiche mi avevano detto di rispondere “ci devo pensare” e poi aspettare un paio di giorni altrimenti voleva dire che eri una che “ci stava” (che poi cosa volesse dire non l’avevo capito di preciso).
“Ci devo pensare”. E me ne vado a casa. Corro a casa e lo dico subito a mia madre. Non so di cosa parlargli, e se faccio scena muta? Quella saggia donna di mia madre mi dà allora un consiglio prezioso “Suo fratello fa il nautico, parlagli delle carte nautiche che hai in camera”.
Al lunedì gli rispondo va bene, lui mi dà un biglietto con scritto TI AMO in rosso e io me ne vado a casa. Qualche giorno dopo usciamo, facciamo un giro per Albisola, lui mi prende per mano e io comincio a parlargli delle mie carte nautiche. A un certo punto mi dice “Mio fratello quando esce con le ragazze le bacia”. Io lo guardo, in un attimo prendo coscienza che mia madre è una cazzona, non dico una parola e corro via.
Non ci ho più parlato e sono circa 30 anni che non lo vedo.

Ho provato anche a cercarlo su facebook .

martedì 21 aprile 2009

Herpes

Domenica mattina mi sono svegliata con un magnifico herpes sul lato in basso a destra della bocca. Come si dice l'amore finisce ma l'herpes e' per sempre.


Di solito quando il bastardo comincia a spuntare lo colgo in contropiede, ci metto il dentifricio e non esplode anche se brucia da morire. Questa volta mi ha beccata alla sprovvista e cosi' mi sto puppando tutte le sue fasi. In questo momento sono tra la fase purulenta e quella crostosa, quella in cui ogni volta che ridi il labbro si spezza e lui, il bastardo, si allarga.

Poi ti crea dei grossi inconvenienti sociali. Parli con le persone e vedi che non ti guardano negli occhi ma ti fissano li'. Allora cominci a parlare girata di profilo e mediamente anche loro torcono il collo per seguirlo. Provi anche a sganciare un bottone della camicia per distrarli ma niente.

Cazzo ci sara' di interessante non lo so.

Ho provato anche con i cerottini invisibili che vendono in farmacia. C'e' scritto anche "puoi darci sopra il rossetto".

Il risultato e' stato che mi sono masticata il cerottino insieme a una fetta di prosciutto.


Oggi un mio collega mi ha guardata e mi ha detto "e' giallo", gli ho risposto "volevo giusto metterci sopra una fetta di bresaola".



giovedì 9 aprile 2009

Rifiutometro

E' circa un mese che Veronica con marito al seguito si e' insediata nel nostro ufficio. In questo mese e' gia' riuscita a convertire (in parte) un ufficio di incivili in un ufficio di salutisti. A mezzogiorno in punto, 3 giorni alla settimana, si parte (o meglio partono) e si va in palestra o a correre. Io vado con il mio passo a mensa, mangio, raccatto i panini per loro e ci faccio anche un po' la cresta ogni volta, mi prendo un Kinder, o un dolcetto, a volte anche delle patate fritte. Tornano tonici e riprendono a lavorare alacremente mentre io comincio a ruttare la pasta ai broccoli che, come dicono i colleghi romani, "me se ripropone".

Veronica ha (giustamente) deciso di farci fare la raccolta differenziata. Quindi ci ha fornito il rifiutometro e ha fatto 3 cestoni per la carta, per la plastica, e per il resto. In realta' noi avevamo gia' 3 bidoni tutti classificati come "per il resto". Ovviamente si e' premunita di dirci che (traggo dalla sua mail) "Nel reparto carta non vanno messi fazzoletti di carta (il moccio e le caccole non sono riciclabili come carta) " e che "nel contenitore di plastica non vanno messi chewing gum (neanche la vostra bava è differenziabile come plastica)". Io avevo anche proposto di aggiungere 2 bidoni, uno per le caccole e uno per la bava per vedere da quale orifizio producevamo piu' materiale, ma e' stata bocciata.

La raccolta differenziata e' sicuramente una gran cosa ma se vuoi farla bene e' davvero impegnativo. Ricordo ancora quando i primi anni che Nicola era a Milano, una sera era seduto su una sedia, in lacrime perche' non sapeva dove buttare il triangolino del cartoccio del latte (era di carta, ma un po' plasticosa e sicuramente era umido!).
La cosa piu' difficile secondo me e' proprio l'umido. A Sarzana per esempio ho visto che ci sono i bidoni per l'umido ma nessuno distribuisce i sacchetti, quindi o c'e' un omino incorporato nel bidone che svuota tutti i sacchetti, oppure li svuotiamo direttamente noi. A quel punto ci resta un in mano il terribile "sacchetto di plastica umido". Dovremmo quindi sciacquarlo (Veronica mi ha detto che anche i vasetti dello Yogurt vanno lavati prima di buttarli nelle plastica) alla prima fontana disponibile e poi tornare al bidone della plastica.

Ovviamente prima dovremmo esserci accertati che dentro il sacchetto non sia rimasta qualche buccia di mela o lisca di pesce sciabola.

mercoledì 8 aprile 2009

Questione di principio

Se mi chiedessero quando mi sono sentita piu' orgogliosa nella mia vita risponderei senza dubbio quando l'ultimo giorno di lavoro prima della pensione di mio papa', due mesi prima che morisse, i sindacalisti, quelli stessi in lacrime il giorno del suo funerale, gli regalarono una penna con un biglietto dove c'era scritto "Ad una persona che ha saputo coniugare le esigenze dell'azienda con quelle dei lavoratori". Ricordo quando arrivo' a casa con questo biglietto e me lo fece vedere e mi disse che questo voleva dire che in fin dei conti nella sua vita qualcosa aveva combinato. Io ero piena di orgoglio e avrei voluto urlare "questo e' mio padre". E' stata l'ultima volta che l'ho visto in qualche modo felice. Mio papa' era dirigente di azienda, girava con una UNO che aveva comprato nel 1992. Non ha mai portato a casa dall'ufficio nemmeno una Bic e se avevo bisogno di fare qualche fotocopia mi mandava alla fotocopisteria di fronte a casa. Spesso viviamo forti contrasti con i genitori ma questo "senso dell'onesta'" l'ho sempre respirato e l'ho fatto mio.

In ufficio abbiamo una macchina aziendale che condividiamo in 60 persone. Per la precisione credo che il numero esatto sia un po' meno visto che ci sono 3 o 4 persone che posseggono l'auto aziendale propria. L'auto aziendale propria (e questo lo so perche' l'ha anche mio marito), e' un benefit che si puo' usare ANCHE (e sottolineo anche) per scopi privati. In piu' si ha il rimborso benzina, revisioni, bollo, assicurazione, cambio ruote, manutenzione ordinaria. Insomma tutto. Un bel benefit, ho sempre pensato io. Qualche giorno fa avevo prenotato l'auto aziendale o meglio l'aveva prenotata un collega che andava e tornava, mentre il giorno dopo l'aveva prenotata un altro. Andiamo al vedere il foglio prenotazioni (che non e' documento ufficiale come spesso ci dice la segretaria) e le prenotazioni sono state annullate entrambe perche' la macchina serve ad una persona che ha l'auto aziendale propria ma che probabilmente, per motivi suoi personali, non vuole utilizzare (che serva alla moglie? Che abbia paura di sforare il tetto massimo della benzina visto che, contro il regolamento, la lascia sempre a secco? O forse preferisce appoggiare il suo culo su una vecchia punto piuttosto che sul "suo" macchinone?).
Questa cosa mi ha fatto parecchio incazzare ma sono rimasta anche delusa dalla gran parte dei colleghi che mi hanno detto di lasciar perdere, in fin dei conti noi non ci rimettiamo niente, ci affittiamo una macchina e ce la rimborsano. Ma come? Ci rompono i coglioni per ordinare della cancelleria, ci guardano le ricevute delle trasferte e se abbiamo mangiato una bistecca rischiamo la cazziata perche' siamo fuori budget, ci riempono di mail del cazzo per dirci che il treno va preso in seconda classe e poi sorvoliamo che, a tutti gli effetti, una sola persona usa 2 auto aziendali contemporaneamente?
Possibile che le persone sappiano lamentarsi solo quando viene intaccato il loro orticello e quando si vede una cosa palesemente sbagliata non la si denuncia solo perche' in fin dei conti non tocca il nostro portafoglio?

Questione di principio .... bene sappiate che finche' questa cosa non si risolve io continuero' a rompere i coglioni.

venerdì 20 marzo 2009

Omeopata



Martedi' sera siamo andati dall'omeopata. Dico siamo perche' eravamo io, mio marito, la mia amica Laura e suo marito. Un gruppo di autoaiuto praticamente.Arriva il mio turno, mi chiama, lo osservo. E' un uomo sulla cinquantina, con la pelle un po' scura e con uno strano accento che faccio fatica a capire. Mi fa sedere e mi dice "dica pure".

Comincio a raccontargli i miei noti problemi intestinali. Dopo poco mi ferma. "Quale e' l'animale che le piace di piu'?" "eh???" "Quale e' l'animale che le piace di piu'?" "il cane" "e di meno?" "il topo" "bene continui pure". Riparto a descrivere il maelstrom che ogni tanto mi sento nella pancia. "Le piace il temporale" "eh??" "le piace il temporale? " "be' dipende, se sono in casa sotto il piumone mi piace molto, se sono per la strada con le borse della spesa meno" "bene vada avanti". Riparto un po' dubbiosa finche' mi chiede "le sembra di avere qualcosa di vivo nella pancia" be', penso, questa domanda e' sicuramente piu' attinente "la sensazione a volte e' di avere qualche cosa di vivo, altre di avere qualcosa di morto da mesi". "le piacciono i coltelli?" "eh??" "ha mai sofferto di otite?" "si da bambina" e mi e' venuto un po' da ridere.

Proseguiamo per un po', poi mi dice "le sudano i piedi?" in quel momento ho pensato "cazzo si sente", e poi "suda di notte e le capita di volersi cambiare?" "mi capita di sudare ma non ce la farei mai a cambiarmi, dormo sporca e mi piace molto!". Siamo quasi a fine visita, ha riempito un foglio di segni e ha consultato piu' volte un librone che sembrava un po' quello delle pozioni magiche che immaginavo da bambina quando mi raccontavano le favole. "Ultima domanda: sbava?" "ehhhhh?????" "Le capita di perdere bava di notte, di svegliarsi con la bava alla bocca o con il cuscino bagnato", "per ora no!" gli rispondo con la voce un po' triste.
Bene, mi da' due pozioni da prendere il giorno dopo e una tra 15 giorni, e tutti i miei problemi intestinali e non saranno risolti.
Mio marito invece e' uscito con 10 pozioni da prendere al giorno per 15 giorni e c'e' rimasto molto male.

Quello che posso dire e' che finora il mio intestino e' silente .... attendo sviluppi

lunedì 16 marzo 2009

Visite mediche


Giovedi' sono andata dalla ginecologa. E' la mia amica Laura che una volta all'anno mi dice "andiamo a farcela vedere" e mi prende appuntamento. Io sono ipocondriaca di natura e cosi' sto male per tutta la settimana prima.
Arrivo allo studio e, un po' sara' la paura un po' il mio intestino pigro, ovviamente mi prende uno strizzone devastante. Decido di essere stoica e di trattenermi.
Entro nello studio e trovo questo donnino piccolo che mi mette subito a mio agio dicendomi "si tolga le mutande" mentre digrigna i denti. In realta' mi fa prima mettere seduta sul lettino, io pensavo ad una ecografia esterna e rimango li' con calze, gonna e stivali. E' a quel punto che si spazientisce e mi dice "vogliamo toglierci qualcosa?".
Bene ... levo tutto combattendo prima con le cerniere degli stivali e poi con i collant. Trattengo la pancia (come faccio sempre quando mi metto in costume) che comincia a fare rumori da combattimento. Temo l'ineluttabile.
Mi "inserisce" nel gioiello quello che sembra un'occhio allungato e comincia a scrutare in silenzio. Dopo pochi secondi non resisto e chiedo spiegazioni. Mi dice "si vede poco, l'intestino e' bello pieno" (vergogna!!!), "questa invece e' la vescica, bella piena anche lei" (ri-vergogna!!!), "comunque sta bene, bella vagina!" (vergognissima!!!!).
Mi fa rivestire e ci sediamo alla scrivania. Mi consiglia di andare da un "omeopata unicista" greco dal nome impronunciabile che mi aiuti a cagare. Poi comincia a parlarmi di me, di alcuni lati del mio carattere e incredibilmente ci azzecca. Possibile che la mia patonza dica cosi' tanto di me? Penso tra me e me mentre lei continua a parlarmi.
Alla fine mi saluta con una vigorosa stretta di mano.
Vado per pagare e chiaramente ho il portafoglio vuoto ma arriva Laura con la faccia soddisfatta che paga anche per me.

Domani ho appuntamento con Konstantos.

martedì 3 marzo 2009

Cubo di Rubik

Qualche mese fa, rovistando in casa di mia mamma, ho ritrovato il cubo di rubik. Me l'avevano regalato i miei quando avevo sette otto anni e credevano fossi un incrocio tra Mozart e Einstein. Ben presto si accorsero di quanto fossero lontani dalla realta'. Nonostante tutti i miei sforzi riuscivo al massimo a fare una faccia e cosi', sconfortata, l'ho abbandonato in un cassetto dove e' rimasto per piu' di 30 anni. La scorsa estate l'ho portato in ufficio e l'ho lasciato li' sulla scrivania come soprammobile. Qualche giorno fa mi e' venuta voglia di farlo. Il mio vicino di scrivania (quello che quest'estate si lamentava degli atti di bullismo del gatto nei confronti del merlo zoppo), riesce a farlo in meno di 2 minuti.

Provo a chiedere spiegazione al merlo (chiamero' cosi' il collega per questione di privacy).

Merlo muove quelle zampette a una velocita' incredibile, ogni tanto si ferma a pensare e poi riparte dicendo qua e la' qualche parola. Io sono li' con carta e penna, con la bocca semiaperta e un po 'di bava (di ammirazione ovviamente). Capisco che non e' la via giusta.

Cavolo, ora c'e' internet, cerco la soluzione, la imparo a memoria e stupisco mia madre. Comincio la mia ricerca tra siti assurdi di pazzi genialoidi. Ho scoperto che fanno veri e propri campionati, che c'e' stato chi l'ha risolto in poco piu' di 7 secondi e che un inglese ne e' uscito completamente pazzo. Si presenta piu' complicato del previsto.

Trovo un sito che mi sembra molto chiaro. Il cubo va risolto in 7 passi. Seguo alla lettera passo per passo quando arrivo all'ultimo e' apoteosi. Ci sono 4 possibili configurazioni, per ogni configurazione ogni angolo puo' essere ruotato in senso orario o antiorario a quel punto e' sufficiente applicare D2 B2 R2 B (S2F2)x3 B' R2 B2 D2 (ovviamente per ogni angolo fuori posto) ed e' fatto. Questo se non bisogna scambiare angoli adiacenti altrimenti si puo' semplicemente applicare la ( D' R2 ) ( F D F' D' ) x3 ( R2 D ) e di seguito la precedente.

Ecco il mio risultato

Fanculo al cubo ....