martedì 27 ottobre 2009

Vita di coppia

Domenica, verso le 18.30 stavo tornando a casa in macchina con mio marito. Eravamo con la mia Yaris nera e guidavo io. Era buio. Lungo la strada mi sono fermata ad una profumeria per prendere shampoo e lamette da barba. Torno in macchina, metto in moto, ingrano la retromarcia senza accorgermi che la portiera lato mio marito era aperta. A quel punto una persona normale ha i riflessi per chiudere la portiera, uno mezzo normale urla e dice "occhio", "attenzione", "frena" una qualsiasi cazzo di parola che attiri l'attenzione del guidatore. Mio marito invece dice, con calma flemmatica, "questa ce la portiamo a casa cosi' come e'?" che di per se non ha senso figuriamoci in quel contesto. Appena e' arrivato a "portiamo" ho centrato un panettone di cemento che ha divelto la porta. A quel punto ha iniziato ad imprecare, la colpa ovviamente era mia che ero partita con la porta aperta. MA SECONDO TE ME NE ERO ACCORTA???? Allora mi e' tornato in mente quella volta che era in moto con Nicola. Lui era dietro, Nicola era alla guida con la testa girata un po' indietro per parlare con lui. Spunta un camion. A quel punto una persona normale urlerebbe "occhio", "attento", "frena", "camion". Mio marito invece disse "E' duro, e' molto duro". SBANGG @!&^&@$(@^^^*&(&^%

Ieri sera siamo usciti dal lavoro e siamo andati a fare la mitica ablazione del tartaro. Appena mi ha aperto la bocca la dentista mi ha detto "e che e' il muro di Berlino?". Vergogna. Comunque finisco verso le 21. Arriviamo a casa dopo mezzora distrutti e affamati. Mio marito mette a scaldare una minestra precotta, io mi giro verso il tavolo e vedo sopra un pezzo di formaggio, ne' grande ne' piccolo. Senza pensarci lo prendo e me lo mangio. Era l'ultimo. Ho ancora il formaggio in bocca quando mio marito, sempre con la solita flemma e humor inglese, mi dice "Ti sei mai chiesta a chi e' dedicato il Leerdammer formato famiglia"?

Alle volte penso che mi prenda per il culo ...

martedì 20 ottobre 2009

Chi cazzo me lo ha fatto fare

Di comprare uno scooter che non riesco a guidare
Di comprare una casa a pianta triangolare
Di comprare i Jeans stretti intanto prima o poi cedono
Di comprare la cyclette
Di leggere il mio oroscopo stamattina tanto saturno e' sempre contro
Di dire al mio capo che non sono motivata
Di contendermi con il cane l'ultimo pezzo di formaggio, intanto vince sempre e comunque lui.
Di preprare ogni settimana due lezioni per il corso di inglese quando ne e' sufficiente una.
Di venire a lavorare oggi quando ho 49 giorni di ferie da smaltire entro l'anno

domenica 11 ottobre 2009

La ruga


In questo periodo di escort e di veline mi viene naturale riflettere su come sono diventate, o meglio come vengono rappresentate oggi le donne. Le donne emancipate oggi devono proporsi come oggetto di desiderio sessuale anche quando sono interpellate per la loro professionalità. Rosy Bindi è stata definita più bella che intelligente e questo la dice lunga.

Siamo in un mondo un cui l'apparire è diventato di gran lunga più importante dell'essere, in cui dobbiamo nascondere la ruga, vergognarci per il passaggio del tempo sul nostro viso.
Come dice Lorella Zanardo in un suo bellissimo cortometraggio, il volto è espressione, qualcosa di asimmetrico e impuro, di individuale e diverso dal tipico. Invece in televisione vediamo solo volti gonfiati che hanno perso la loro unicità. Bocche, seni, nasi e culi tutti uguali. Esaltazione portata all'eccesso di quella che viene considerata femminilità, desiderabilità semplicemente come pura allusione sessuale.

Il nostro volto racconta il nostro vissuto, i nostri dolori, le nostre scelte, i figli che abbiamo avuto e quelli che non abbiamo avuto, le nostre amicizie, i nostri amori, i sogni realizzati e quelli inespressi.

Ogni segno sulla nostra faccia è un momento in cui abbiamo riso o abbiamo pianto.
Ogni segno fa parte della nostra storia.

Però un bel culo sodo tipo noce di cocco non mi dispiacerebbe ...

mercoledì 7 ottobre 2009

Presa di coscienza

Oggi, per la prima volta in quindici anni, ho pensato seriamente di lasciare il mio lavoro. Stamattina, ero in ferie, alle 9 mi ha chiamata il mio capo, insieme ad altri colleghi per dirci che ieri avevano deciso di chiudere il progetto su cui sto lavorando e sputando sangue da due anni. Mi sento presa per il culo. Ho trascurato la mia vita privata, la mia famiglia, la casa che stiamo costruendo. Ho saltato le ferie con mio marito, ho passato dodici ore al giorno in ufficio per mesi, spesso mangiando panini per non perdere tempo. Mi sono portata il lavoro a casa, ho faticato ad addormentarmi e soprattutto mi sono sentita in colpa perché mi sembrava di non riuscire a fare abbastanza. Due anni di lavoro buttati nel cesso e proprio a un soffio dal traguardo. La cosa triste è che non riesco nemmeno ad incazzarmi, che non so con chi incazzarmi perché non sono ancora riuscita a capire e forse non capirò mai le logiche di questa azienda. E ora che succederà? Forse starò mesi senza fare nulla, oppure finirò su un progetto super urgente che tra qualche mese chiuderà, oppure diranno che il laboratorio di Pisa non serve più a nulla o ancora che Laura Spinella non serve più a nulla e mi inviteranno gentilmente a levarmi dai coglioni. Non lo so. Non la sa nessuno. Sono convintissima della buona fede delle persone con cui ho a che fare ma questo mi preoccupa ancora di più perché nessuno sa cosa può succedere tra due mesi. Sono tutti burattini con i loro fogli excell da compilare, le scadenze da far rispettare e che cercano di dare un aspetto umano a qualcosa che non ce l’ha, ma nessuno che tira fuori i coglioni. Nessuno.
E il bello è che tra un paio di mesi mi verrà dato il questionario per sapere quanto sono orgogliosa di lavorare qui dentro.

Il vostro “motto aziendale”, le tre “parole chiave” che ci inculcano ad ogni riunione sono “professionalism”, “respect”e “perseverance”.

Il mio è andatevene affanculo

venerdì 28 agosto 2009

Mestruazioni



Oggi mi sono venute le mestruazioni, le mie cose (come se fossero diverse dalle “cose” delle altre), il ciclo, il mestruo, il mestolo come lo chiama mio marito un po’ per assonanza, un po’ per l’espressione che assume ogni mese alla data X, oppure mi sono venute punto, il che cosa rimane tacito.
Sono ormai passati quasi trent’anni dalla prima volta e tante cose sono cambiate. Siamo passati dagli assorbenti enormi e contenitivi, quelli che ci mancava fossero legati in vita stile neonato, ai mitici assorbenti per perizoma, quelli che ti si infilano direttamente tra le chiappe.
L’innovazione più grande è stata, insieme al tampax, l’assorbente con le ali, quello con i risvoltini che dovrebbero attaccarsi sotto la mutanda. A me spesso capita di dimenticarmi di girare le alette e finisco per attaccarle ai peli della potta, segue quindi lo strappo e l’inevitabile maledizione all’universo femminile.
L’ultima della Lines sono i preziosi consigli sulla buste, del tipo “Lo sai che durante le mestruazioni ci si può lavare?”. Io di solito li leggo seduta sul cesso quando ho finito il sudoku.
Le pubblicità poi sono veramente da oscar. C’è stata la tipa che si buttava con il paracadute, quella che faceva l’audizione da ballerina con spaccate formidabili (ma dove andavano poi a finire le alette??), la campionessa di pallavolo oppure quella con la gonnellina bianca svolazzante che saltella fresca come se avesse un ghiacciolo in mezzo alle gambe. E poi il top, le due amiche che avranno qualche anno meno di me che si pisciano addosso e parlano in ascensore delle loro perdite e dell’imbarazzo per l’odore emanato.

Quarantenni, ora potete stare tranquille e pisciarvi comodamente addosso, ci pensa l’assorbente profuma potta.

Evviva le donne

lunedì 13 luglio 2009

E' passato un anno ...

La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Ciao Dino

martedì 30 giugno 2009

Un secolo dopo



Tempo fa sentivo alla televisione un’intervista a Monicelli. Diceva che il cinema era più vivo all’epoca del muto rispetto ad ora. Raccontava come negli anni venti il pubblico vivesse il film da protagonista applaudendo il buono e insultando il cattivo.
Su suggerimento di un mio collega (che ringrazio) qualche giorno fa ho trovato un sito www.runpee.com che dimostra come la tecnologia aiuti la crescita dello spettatore. Su questo sito, infatti, si può trovare la lista di tutti gli ultimi film e vedere quali sono i minuti in cui “non succede niente” per poter cosi’ comodamente andare a pisciare o espletare altre misere funzioni fisiologiche a seconda del tempo che abbiamo a disposizione. Per i più tecnologici è possibile anche farsi mandare un sms direttamente dicendo in anticipo l’ora dell’inizio del film. In questo modo, all’ora X in cui “non succede niente”, il nostro telefonino può tranquillamente vibrarci in mezzo alla topa o alle palle a seconda del caso, con la duplice utile funzione di stimolare la diuresi e di avvertirci che è l’ora della pipi’.

Vorrei dire agli inventori del sito, ma non sarebbe stato più semplice inserire la vostre facce come immagini subliminali all’interno del film per farci venire lo stimolo?

Ovviamente quando “non succede niente”.

sabato 13 giugno 2009

cucina molecolare


Sabato sera sono andata a cena fuori in un nuovo ristorante. Cucina molecolare. Abbiamo visto fuori il menù, ci ha attratti il “gelato estemporaneo all’azoto liquido”. Bene, ci piace sperimentare e proviamo.
Appena entriamo ci fanno accomodare e ci danno il menù molecolare. La cameriera, nonché proprietaria molecolare, ci avverte subito che hanno finito l’azoto. Nell’attesa della scelta ci porta un aperitivo molecolare: bruschetta da bere. Bicchierini da vodka ripieni di olio e briciole ( o forse molecole) di pane. Scegliamo il menù degustazione. Porzioni molecolari ma buone. Di primo ci portano gli gnocchi molecolari conditi con petali di rosa e ci raccomandano di mangiare i petali perché costosissimi. Il secondo era un guazzetto di triglie ma essendo molecolare la triglia era una. Prima del dolce io e mio marito usciamo a fumare una sigaretta e quell’uomo comincia a espellere molecole di aria dal culo con una frequenza che non avevo mai sentito. Rientriamo per il dolce. Aria di Lime. Una schiuma con una fogliolina verde sopra, il tutto dentro un cucchiaio. La metti in bocca e sparisce, non ingoi nulla, ti rimane solo in bocca il sapore del lime. Ci spiegano che è ottenuta centrifugando la lecitina di soia che si lega con una molecola all’aria e una al lime. Paghiamo e usciamo soddisfatti per aver bevuto un bicchiere di olio, mangiato due petali di rosa, una triglia e un cucchiaio di aria.

Per tutta la notte le molecole di lecitina di soia nel duodeno di mio marito si sono slegate dall’aria che ha seguito il suo corso

domenica 31 maggio 2009

Amiche

Nel corso della vita spesso le opinioni si cambiano. Ho conosciuto la mia amica Laura ai tempi della scuola. Eravamo su posizioni politiche opposte e non la potevo vedere. Ci siamo poi ritrovate venti anni dopo tramite i nostri mariti. La prima sera ero guardinga e la studiavo. Al secondo incontro ci siamo confessate tutte le nostre psicosi parlando una sopra l'altra, dicendo "ce l'ho anche io" e scambiandoci numeri e nomi di omeopati e strizzacervelli di vario genere. Alla terza eravamo grandi amiche e ora amo quella donna.
Laura non è esattamente un "donnino". E' alta circa 1.80 e lei sostiene di essere una 46 abbondante, questo vuol dire un numero pari arbitrario da 46 in su. Però i costumi da bagno devono essere rigorosamente una taglia 42 massimo.
Dice sempre di essere a dieta ma nella borsa ha sempre qualcosa da mangiare, "e se ci venisse fame?", ha il terrore di rimanere senza cibo quindi ha sempre un panino, una pizzetta o un po di frutta nella borsa.
Ieri ci siamo incontrate dopo che aveva fatto un giro per il mercato. Sfama me e mia madre e poi raggiante ci mostra il costume "Solo 10 euro ed è proprio quello che cercavo". Taglia 42, blu cobalto, fiocchetti ai lati, paiettes sul reggipuppe e una scritta sul culo, sempre con le paiettes, argento e rosso. In argento c'era scritto "IF YOU ARE RICH I'M" e sotto un po' più grande e in rosso "SINGLE".
Peccato che il costume le annega completamente tra le chiappe e si legge solo RI sopra e NG sotto. RING ... circa uguale alle dimensioni del suo culo, un maxi schermo da cui si aspetta solo che esca Rocky per posizionarsi sulla chiappa destra e Apollo sulla sinistra.

Mia madre dice subito bellissimo, farebbe qualunque cosa per un tozzo di pane.

Io voglio solo dire a questa donna che l'adoro.

mercoledì 20 maggio 2009

Teorie

Ieri mi e' stata esposta una teoria interessante.
Ci tengo anche a citare la fonte ... e' la stessa persona che fa la raccolta differenziata, che trova da dire sulla mia scrivania, sui miei stivali estivi e che adora annusarsi l'ascella.
Sostiere che le e' stata riportata ma io ho forti dubbi che sia sua.
Consiste in questo: gli uomini sono fatti male, non ha senso che le palle siano all'esterno, dovrebbero stare all'interno ma e' stato fatto un errore. Gli spermatozoi, per essere attivi, devono stare "al fresco". Se le palle fossero dentro sarebbero intontiti per il caldo invece, fuori, prendono aria e sono belli vispi. Quindi (e qui sta il cuore della teoria), se un uomo si fa una doccia calda, quasi bollente, puo', se prima non si e' ustionato il pisello, trombare tranquillamente per le dodici ore successive senza correre il rischio di inseminare.

Volevo solo dire a Veronica che temo molto che le esalazioni delle sue ascelle le abbiano nuociuto