giovedì 22 gennaio 2009

La liberta'

Ieri sera sono stata a Livorno a teatro a vedere Neri Marcore' che faceva "Un certo Signor G"tratto da pezzi di Gaber. Mi ricordo anni fa avevo visto Gaber e mi ero veramente emozionata. Ho pensato a come la tipologia umana media dagli anni settanta sia cosi' simile a quella di oggi, anzi siamo sempre piu' tutti uguali e omologati proprio perche' la borgesia si e' allargata e quella coscienza politica, che comunque c'era negli anni settanta, ora e' praticamente sparita. La diffidenza per la classe politica, la guerra tra i sessi il qualunquismo .... forse tante cose sono cambiate ma tante si sono incancrenite e alla fine il signor G ne esce comunque come un individuo inadeguato nei confronti del mondo che lo circonda, quel mondo che guarda dalla finestra dall'alto al basso.

Mi fa paura come sta diventando il mondo, come sara' per i nostri figli anche se io sono un "ramo secco". Ci crediamo "liberi", pensiamo che liberta' voglia dire nessuno mi rompe i coglioni, ma la liberta' va vissuta, condivisa, conquistata. Il mondo sta cambiando ma ne siamo noi gli artefici ...

..... E dall'inizio dell'anno ad oggi, in tutto il mondo, sono morte piu' di 2500 persone per le guerre

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
(G. Gaber)

venerdì 16 gennaio 2009

Depilazione


Domani vado a farmi i peli. Di solito quello che mi spinge a questa decisione e' una parola di mio marito: "pungi". Al suono di pungi mi preparo psicologicamente e generalmente nel giro di un paio di giorni chiamo l'estetista.

Ci sono vari modi di depilarsi, io li ho provati tutti.Ognuno ha i suoi svantaggi e i suoi vantaggi ma nessuno riesce mai ad averla vinta. Il pelo comunque ricresce, spesso piu' forte e robusto, altre volte si moltiplica ma mai si elimina.

Quello che ho capito negli anni e' che il metodo per estripare il pelo e' tanto piu' efficace quanto piu' noioso e soprattutto doloroso.Il piu' comodo e veloce e' sicuramente l'intramontabile rasoio, guai pero' a dirlo. La risposta immediata di qualunque donna che se ne intende e' "mai usare il rasoio, i peli si moltiplicano!", tu provi a ribattere con un timido "ma e' comodo" ma poi resti intimorita dallo sguardo inorridito dell'interlocutrice e ti zittisci.

Ci sono poi le creme depilatorie. Ecco queste mi fanno letteralmente impazzire. Ti stendi sulla zona la crema, aspetti quei 10 minuti in posizioni impossibili dopo di che si genera una melma misto di crema puzzolente e peli che amabilmente elimini e butti nel lavandino. L'inconveniente delle creme e' che se sei disordinata come me puoi sempre trovarti della crema sullo spazzolino da denti o un magnifico dentifricio a granuli sbiancante sotto l'ascella o in luoghi peggiori.

Il passo successivo, piu' efficace ma piu' doloroso, sono quelle magnifiche macchinette (epilady, silk epil, ecc). Nelle pubblicita' di questi oggetti c'e' sempre una figa spaziale che non sa cosa sia un pelo che si passa questa macchinette sulle gambe. Io, in qualche anfratto in casa, ho il silk epil che avevo comprato anni fa attratta da una di queste pubblicita'. Questo oggetto e' composto da due parti. Una parte che va tenuta nel congelatore (e che in casa mia finiva in mezzo ai pesci sciabola di mio marito) e tirata fuori solo durante l'uso. Questa serve per ANESTETIZZARE la "zona interessata" (e gia' questo la dice lunga). La seconda parte e' il cuore vero e proprio. E' composta da una serie di pinzette che afferrano il pelo, lo girano ed estraggono il bulbo. Io probabilmente la usavo male fatto sta che sentivo un dolore boia e rimanevo con una massa di peli arricciati.

Ultima ma non ultima la mitica ceretta. Tipicamente quando si inizia si prova a farla in casa. Mi ricordo ai tempi dell'universita' la mia compagna di casa che entrava in bagno con questo misterioso pentolino e usciva dopo 2 ore con il pentolino vuoto e le lacrime agli occhi. Io ho provato le mitiche strisce. Allora, si prende la striscia, si scalda con le mani, si staccano le due parti, poi si appiccica alla zona interessata e con uno strappo secco e sicuro si tira via. Io sono pavida, lo ammetto, per cui prima mi attaccavo tutte le strisce addosso perche' non avevo il coraggio di toglierle, poi giravo per mezzora per casa con le strisce pendenti, finche' prendevo il coraggio e cominciavo ad eliminarle una ad una tirando una serie di bestemmie ad ogni strappo. Putroppo il mio strappo non e' mai stato ne' secco ne' sicuro per cui rimaneva quello stratino di cera che appiccicava potta e ascelle e mi faceva camminare per tutto il giorno come se fossi l'incrocio tra un soldatino di piombo e un pinguino.


Ora e' qualche anno che ricorro all'estetista. Le estetiste di solito sono piccole, magre, abbronzate e cattivissime. Quando arrivi sembrano le persone piu' gentili del mondo, ti fanno accomodare e ti danno un improbabile paio di mutande di carta. Poi ti stendono sul lettino e cominciano a strappare con una crudelta' inaudita. Ti mettono nelle posizioni piu' assurde e nel frattempo ti descrivono tutta una serie di trattamenti che dovresti fare perche' sei veramente un cesso. Il momento peggiore e' quando arriviamo al baffo. Li' e' veramente DOLORE. Ogni volta quando sta per strappare la striscia io la seguo con le labbra, mi alzo, mi abbasso quasi come se quel pelo non volesse abbandonarmi, finche' mi immobilizza con una forza che mai avresti creduto potesse essere in quel corpicino e finisce il suo compito. Quando hai finito ti rivesti, arrivi alla cassa traballante e lei ti dice "ci rivediamo tra un mese".

Io esco con la testa ciondolante, aspetto di riprendermi e tipicamente vado a comprarmi un paio di stivali nuovi perche' me li sono proprio meritati.

mercoledì 14 gennaio 2009

Letargo

Stamattina alzarsi e' stato piu' duro del solito.

Pensavo che mi piacerebbe essere un orso. Addormentarmi in autunno e risvegliarmi in primavera bella magra, passare l'estate a strafogarmi di cibo e tornare poi a dormire. In effetti se un terzo della giornata lo passiamo a dormire, sarebbe bello suddividere il tempo nell' arco dell' anno. Quattro mesi di sonno e otto di veglia. Diro' di piu' io farei anche 6 mesi e 6 mesi. Poi se per caso uno si sveglia puo' fare come quell'orso di Asiago che qualche giorno fa si e' svegliato per la fame, ha sbranato un cervo di 15 chili e se ne e' tornato a dormire.

Quando mi sveglio la mattina sono di pessimo umore. Mio marito anche. Bisogna aspettare la colazione per ripenderci ma fino a quel momento potremmo arrivare ad ucciderci. Ormai dopo anni di convivenza lo sappiamo e stiamo in rigoroso silenzio fino al capuccino al bar.
Durante questi anni, tra universita' e lavoro fuori, mi e' capitato di convivere con diverse persone. Qualcuna si svegliava di ottimo umore, qualcuna perfino canticchiava al mattino. La peggio e' stata la mia compagna di camera dell'ultimo anno di universita'. Si svegliava prima di me, di ottimo umore e, una volta sveglia, mi fissava per capire se dormivo. Io ero nel dormiveglia, sapevo benissimo che mi stava fissando ma tenevo gli occhi ben chiusi per evitare che cominciasse a parlare, che ne so che mi dicesse "buongiorno". Ogni tanto socchiudevo un occhio, la vedevo e mi sentivo un po' come l'orso affamato che aveva visto il suo cervo a pochi metri.

Concludo dicendo che e' vero che chi dorme non piglia pesci ma questo potrebbe essere anche un vantaggio.

venerdì 12 dicembre 2008

Dormire dolce dormire



Quando dormo a me piace il nulla assoluto .... mi piace il buio pesto, il silenzio e la mia federa preferita. Quanto e' lontana la realta' dai desideri .....

Il sonno e' una cosa misteriosa che mi ha sempre affascinata. Ricordo quando da bambina fissavo mio nonno dormire davanti alla televisione mentre emetteva suoni strani e bolle di bava ... poi quando la testa gli cadeva troppo violentemente si svegliava, vedeva sta bimbetta che lo fissava e sostituiva il naturale "che cazzo hai da fissare?" con un "cosa c'e' stelin?".

Ieri sera leggevo che quasi il 50% degli uomini italiani russa. Io credevo di essere tra quel 50% di fortunate che hanno un compagno con il sonno silente. Da qualche mese ho scoperto che mi sbagliavo e si e' rifatto di tutti gli anni di silenzio.
Quello di mio marito e' un russamento regolare ma incalzante, raggiunge dei vertici notevoli per poi crollare improvvisamente ... e a quel punto mi spavento perche' temo che sia morto, lo scuoto e lui riparte come se avesse una pila ricaricabile.

Il russamento dipende da tanti fattori, dal fumo, dalla ciccia, dall'eta' ... la cosa che mi ha stupito di piu' e' piu' si ha il collo grasso piu' si russa.
Quando abitavo a Genova in un vicolo, ricordo che nella casa di fronte c'era uno che era impressionante. In estate con le finestre aperte non riuscivo a dormire dal rumore, gli fischiavo dalla finestra ma non c'era niente da fare. Aveva un tipo di russamento artistico, alternava il fischio con la grufolata, lo scatarramento con l'apnea e ogni tanto ci infilava qualche scorreggia. Insomma un prodigio. Di giorno non l'ho mai visto ma si mormorava che fosse Shrek.
In generale penso che con l'eta' si emettano piu' rumori in generale ... quando poi diventeremo anche sordi risolveremo il problema, per ora andremo a dormire mio marito con il cerotto sul naso e io con i tappi nelle orecchie ....
Evviva la convivenza e Buonanotte!

lunedì 1 dicembre 2008

La piccola fiammiferaia


Quando ero bambina e arrivava Natale, mi sentivo un po' la piccola fiammiferaia. Non perche' camminassi a piedi nudi nella neve o andassi a vendere i fiammiferi ma per l'albero di natale e il presepe che ogni anno mia madre mi "imponeva".

Come si immagina un bambino l'albero di Natale? Colorato, d'oro, di argento, con le palle, con i festoni, con la stella cometa in testa, con le lucine intermittenti. E come si immagina il presepe? Con la capanna, il muschio, il fiumiciattolo, il pozzo, i re magi con i cammelli in lontananza e una vagonata di pastorelli con una lucina a intermittenza ficcata su per il culo per illuminare il tutto.

Ecco ... io non chiedevo nulla di piu'. Io invece ho una mamma "creativa". Il presepe di cartapesta? Banale ... facciamo il presepe sotto la neve e quindi carta velina, interno dei rotoli di carta igienica pitturati di bianco con una pallina da ping pong sulla testa. La madonna del mio presepe era un rotolo di carta igienica finito capite? Con in testa una pallina da ping pong a cui aveva (lei, la madre!) attaccato dei pezzi di lana gialli. Io reclamavo la mia madonna, io volevo san giuseppe con il bastone e soprattutto volevo i cammelli dei re magi che erano invece ricavati probabilmente da qualche tubetto di dentifricio finito arrotolato e rivestito accuratamente di bianco.

Se non ricordo male abbiamo fatto anche il presepe sulla sabbia e sulle pietre ma il muschio MAI !

La cosa peggiore poi era l'albero. Finche' ero proprio piccola mio padre imponeva la sua autorita' e mi faceva questi alberi magnifici alti fino al soffitto con tante palle colorate ... li ricordo ancora nonostante avessi 4 o 5 anni. Poi abbiamo cominciato a fare gli alberi artistici. Quello che mi e' rimasto piu' impresso e' stato un albero appiccicato al muro. Un tronco finissimo di collage marrone attaccatto alla tapezzeria, un po' di rami, qualche foglia verde ritagliata a appicciata qua e la' e una manciata di coccarde rosse. Il bello e' stato che non siamo piu' riuscite a toglierlo e ho passato i successivi 10 anni con un albero finto attaccato al muro. Ma le palle colorate? I festoni? Le lucine? Ero arrabbiata, volevo che mi comprassero un cane solo perche' potesse piscare su quel dannato albero.

In generale non amo molto il Natale, non mi piace fare regali, non mi piace riceverli, sono abbastanza un orso ma da quando vivo con mio marito fare l'albero e' diventato un rito. Lui e' disperato perche' ogni anno addobbo il mio albero (finto ma molto, molto bello!) in modo diverso. Rosso e oro, blu e argento, ecru' .... Abbiamo il garage invaso da palline di natale, e oggettistica varia, vado anche a farlo ai miei amici. I 15 giorni in cui l'albero rimane in casa obbligo mio marito a fare da guardia per evitare che il cane mi rosicchi qualche pallina o peggio ancora ci faccia una pisciata


E Questo e' il mio albero di natale .... e illuminato e' bellissimo!





martedì 18 novembre 2008

La Kolite


Stamattina io e mio marito facevamo il solito viaggio in macchina in direzione Pisa-Livorno. Stavamo ascoltando la radio come sempre .... hanno messo "La cura" di Battiato. E' sicuramente una bellissima canzone, una poesia d'amore ma noi, nella nostra grettezza (grettitudine? grezzezza? insomma quella li') abbiamo notato come Battiato riesca ad inserire sempre parole poco probabili nei suoi testi. "Ti proteggerò dalle tue paure e ipocondrie" .... ipocondrie?????? "Supererò le correnti gravitazionali" ... ehhhhhhh?????? Poi a un certo punto dice "Più veloci di aquile i miei sogni" e noi in preda al delirio abbiamo capito "Più visoni di aquile i miei sogni".
Ci siamo salutati al casello.
Ci rivediamo al casello stasera, io ero in preda a crisi isterica per la casa e sento lui che canticchia sulle note di bandiera bianca di Battiato un riornello strano ....
Lo ripropongo perchè mi ha veramente fatto tornare il buon umore, si intitola "La Kolite", testo di mio marito, musica di Franco Battiato.

Mentre vago tra le nebbie di un risveglio assai esiziale
risucchiato da uno svincolo retro-portuale
innescata dalla luce di miss marlboro
mi si incendia la kolite come uno sparooooo
Se dapprima era tenue come il kolon di un agnello
ora romba come un diesel qui finisce in un bordello
il cappuccio, la pasta, la GRAVITA'

Se devo stringere non so frenare, se mollo un poco me la fai pagare
i villi intestinali
i villi intestinaliiiii ....
Si attorcigliano come serpenti ...... come maiali
Se devo stringere non so frenare, se mollo un poco me la fai pagare

E' una questione di opportunità
ti porto a casa o ti lascio qua
è una questione di opportunità
se ti abbandono non è per viltà
i villi intestinali
i villi intestinaliiiii ....
Si attorcigliano come serpenti ........ come maiali


ora siamo a casa e la sta cantando al telefono a suo fratello ...... è molto orgoglione della sua opera!

mercoledì 12 novembre 2008

Portobello



Ieri ho letto sul giornale che ci vogliono riproporre Portobello “rimodernato” (che poi rimodernato significherà semplicemente infilarci in mezzo qualche figona perizomata). Ai tempi del Portobello di Enzo Tortora io ero bambina ma lo ricordo ancora molto bene. Tre cose mi ricordo soprattutto: il pappagallo muto (che mi faceva anche un po’ paura), quello che voleva spianare il Turchino per togliere la nebbia in val Padana e quello che voleva vendere i peli del fondoschiena di Federico Barbarossa. Sono abbastanza affezionata a quel programma, probabilmente perché mi ricorda i tempi in cui la famiglia stava tutta intorno alla televisione, certamente non per la gran qualità.
Sicuramente , in mezzo a tutta la merda che ci propongono oggi in televisione ci potrebbe anche stare …. Mah …. È più interessante vedere la Ventura con 4 sfigati urlanti o farsi proporre l’acquisto dei peli del baugigi di qualche famoso condottiero?

Io non sono tra quelli che vogliono a tutti i costi la TV culturale, che millantano di vedere solo i programmi giornalistici o il tuttologo Piero Angela. Me ne guardo bene. Più i programmi sono cazzoni e più li guardo volentieri. Però cazzo a tutto c’è un limite
A proposito di Piero Angela … mi sono sempre chiesta come fa un unico essere umano ad essere esperto contemporaneamente di dinosauri, condotti uditivi, sincrotroni, cani, gatti, bestie di ogni genere, energie, sinergie, allergie? Parla con la stessa naturalezza di buchi neri e di buchi del culo. E’ un genio o è uno stronzo ?



Comunque pensavo che potrei presentarmi anche io a Portobello nella sezione “inventori” proponendo che so delle magnifiche infradito invernali in pelo, oppure un raccogli bava da attaccarsi al collo utile quando ci si addormenta sul divano davanti alla TV o portargli il mio cane e dare un premio a chi riesce a farlo star zitto

giovedì 6 novembre 2008

Carta igienica


Finalmente le pilloline omeopatiche che mi aveva dato la Ale hanno cominciato a funzionare e il mio intestino e' tornato a svolgere le funzioni per cui esiste. Questo mi ha creato molta felicita', la pancia si e' sgonfiata, e ho pensato che avrei ricominciato a leggere in bagno senza dover tenere gli occhi strizzati, insomma tutto bene. Purtroppo pero' si sono spostati un po' gli orari e invece delle canoniche ore 20 (quando tornavo a casa) il tutto e' stato anticipato di qualche ora.

Le settimane scorse in ufficio e' successo un disastro. Pare che la nigeriana che si occupa delle pulizie e dell'approviggionamento dei bagni sia sparita. Prima di rendercene conto e di trovare la soluzione e' passato un po' di tempo.
Fatto sta che siamo rimasti senza carta igienica per oltre una settimana.

C'e' chi ha approfittato della situazione, un collega per esempio vendeva carta igienica a 1 euro a strappo, chi aveva il suo rotolo appoggiato sulla scrivania, chi, come me, aveva il suo pacchetto di fazzolettini morbidi "Tempo". L'unico inconveniente era la quantita' di fazzolettini che portavo ogni volta, non sapevo bene valutare quali sarebbero state le esigenze e cosa sarebbe avvenuto una volta chiusa nella mia solitudine.
I bagni nei nostri uffici sono rigorosamente senza finestre e hanno un metodo tecnologico di accensione della luce per cui quando entri e sei IN PIEDI, e sottolineo in piedi, la luce si accende e rimane accesa per un tempo fissato.
Visto il mio cambio di abitudini la mia permanenza nel bagno ora si e' allungata, dura giusto il tempo di una partita al solitario sul telefonino. Peccato che la luce si spenga. A quel punto comincio a sbracciarmi con un pezzo di carta igienica in mano per farla riaccendere ma probabilmente ho le braccia troppo corte per cui devo alzarmi di quei 20 cm con le braghe calate per comunicare la mia presenza.
Tutto sta diventando sempre piu' difficile ....

martedì 21 ottobre 2008

Baffi



Stamattina mi stavo truccando in macchina, come tutte le mattine, quando a un certo punto mio marito mi dice "sembri il tenente Garcia". Mi guardo bene nello specchietto e vedo lui, il bastardo, il baffo. E' li' nero come la pece e spunta fuori vispo. E' ineferrabile (soprattutto con le mie unghie di palstica spesse mezzo centimetro) ma ben visibile. Comincia una lotta sfrenata tra me e lui, il risultato finale e' che ora fa un ricciolo.

Quello che ho notato e' che con gli anni i peli non aumentano ne' si riducono in numero ma cominciano a migrare per depositarsi in zone sempre piu' improbabili ...

Credo che quando vedro' spuntare il primo pelo da un orecchio vorra' dire che sono al capolinea

lunedì 13 ottobre 2008

Il curdo

Questo fine settimana è venuto a trovarmi il curdo. Il curdo si chiama Simona, è la mia amica storica ed è stata soprannominata curdo per la sua propensione a mangiare. Io e il curdo ci conosciamo da sempre. Ci piace spesso ricordare che si conoscevano già le nostre nonne prima che nascessero le nostre madri. Con il curdo ho convissuto 4 anni durante l’università. Anche mio marito per un periodo ha convissuto con il curdo … gli faceva da mangiare. Il curdo, come del resto io, da giovane era magrissimo. Quando venerdì sono andata a prenderlo alla stazione abbiamo subito commentato sulle dimensioni dei nostri culi che, come dice lui, sono da nigeriane.
Venerdì sera siamo andati a mangiare la pizza, il curdo ha mangiato una pizza alla marinara con almeno 3 teste d’aglio schiacciate. Sabato poi si è comprato un paio di jeans push-up, quelli di Jennifer Lopez che imbragano il culo e lo tirano verso l’alto, peccato che poi il grasso si depositi sulla schiena a mo’ di gobba.

Quando vivevamo insieme spesso io e il curdo fantasticavamo sul nostro futuro, alla fine nessuna delle due ha fatto quello che immaginava e ora ci troviamo a parlare del nostro passato. Per i primi due anni avevamo convissuto in 4 in 28mq, io, il curdo, “il Silve” e la bicicletta del Silve. Il curdo comunicava solo con me e qualche volta con la bicicletta. Il Silve comunicava solo con la bicicletta. Io comunicavo con tutti meno che con la bicicletta. Il Silve poi aveva smesso di studiare e siamo rimaste solo noi in compagnia della bicicletta che è rimasta ancora li’ qualche mese.

Quando ieri ci siamo salutate, sulla panchina della stazione, le ho raccontato che avevo letto un articolo che diceva che hanno scoperto che gli scimpanzé sono in grado di riconoscere i loro parenti dalle fotografie dei culi …. Lei ha commentato “io ci riconosco le amiche” ..